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Analisi delle acque industriali – reflue - potabili

Le analisi delle acque di stabilimento, sia di processo, che di scarico (acque reflue) che degli impianti potabili ottemperano agli adempimenti di legge per la salute dei lavoratori e per il controllo dei processi produttivi e degli impianti di trattamento.

COSA OFFRE THEOLAB

Theolab offre servizi di campionamento ed analisi delle acque di stabilimento, suddivisi per tipologia di matrice e per obiettivi da raggiungere in termini di verifica dei limiti di legge o delle prestazioni di impianti. Nel dettaglio:

  • Attività di campionamento ed analisi di acque di processo volte a caratterizzare parametri chimici-fisici di processo;
  • Attività di campionamento ed analisi di acque reflue per la verifica del rispetto dei limiti di legge;
  • Attività di campionamento ed analisi di acque potabili per la verifica del rispetto dei limiti di qualità delle acque.


NORME COGENTI

D.Lgs 152/06 – allegato V
D.Lgs. 31/2001 e s.m.i.

A COSA SERVE

L’analisi delle acque reflue verifica il rispetto delle prescrizioni autorizzative e controlla le prestazioni degli impianti di trattamento installati. Le analisi periodiche delle acque potabili consentono di mantenere sotto controllo l’integrità delle rete di distribuzione del sito per la salvaguardia della salute dei lavoratori.

QUALI PROBLEMI ELIMINA/RISOLVE/RIDUCE AL CLIENTE

Una costante e periodica verifica delle proprie acque di processo/reflue consente di creare uno storico dettagliato di analisi che supportino eventuali puntuali criticità riscontrate dagli Enti e permette di mantenere efficaci nel tempo i sistemi di trattamento.

ELENCO OPZIONI DISPONIBILI AL CLIENTE

Le misure alle reflue possono essere organizzate in modo periodico, non organizzate, per minimizzare i costi o programmate per definiti periodi di tempo. I campionamenti sono condotti o in modo istantaneo o medi nelle 3h (in alternativa su 24h). Le misure alle acque potabili possono essere condotte anche su impianti in zone classificate, utilizzando metodi di disinfezione chimica al posto dei flambatori.

Analisi dei terreni

La caratterizzazione della contaminazione del suolo e sottosuolo comporta la definizione qualitativa e quantitativa di un eventuale fenomeno di inquinamento in atto, in termini di tipologia, estensione e concentrazione dei contaminanti presenti.

La comprensione completa dei fenomeni di contaminazione presuppone il prelievo di campioni di terreno superficiale a profondo da sottoporre ad analisi di laboratorio.

COSA OFFRE THEOLAB

Theolab offre servizi di campionamento ed analisi di terreni, avvalendosi eventualmente di società che eseguono sondaggi e attività di carotaggio nel sottosuolo, per verificare la conformità ai limiti di legge o adempiere alle prescrizioni autorizzative e/o di specifici piani di caratterizzazione.
Lo scopo è l’ottenimento di un campione il più rappresentativo possibile delle caratteristiche degli orizzonti attraversati ed indicatore dell’eventuale presenza di sostanze inquinanti.

NORME COGENTI

D.Lgs 152/06 – allegato IV
D.M. 161/2012 e s.m.i.

A COSA SERVE

L’analisi dei terreni è parte integrante dei piani di caratterizzazione e bonifica dei siti contaminati e non contaminati e può garantire una corretta attribuzione delle responsabilità.

QUALI PROBLEMI ELIMINA/RISOLVE/RIDUCE AL CLIENTE

Le indagini analitiche sui terreni mediante protocolli di analisi di alta qualità permette di prendere decisioni basate su dati scientificamente difendibili per la salvaguardia dell’Ambiente e la tutela della sicurezza dei Cittadini con misure di qualità nota. Le analisi sono di supporto alla gestione delle analisi di rischio e garantiscono la piena comparabilità con le analisi di verifica eseguite dagli Enti di Controllo.

ELENCO OPZIONI DISPONIBILI AL CLIENTE

I campionamenti possono essere condotti dalla Committente o direttamente da Theolab (con eventuale supporto per i sondaggi). Theolab è naturalmente disponibile a confronti e incontri tecnici con Enti di Controllo finalizzati alla validazione dei metodi e protocolli di analisi.

Analisi dei rifiuti

La caratterizzazione del rifiuto si fonda sulla conoscenza del ciclo tecnologico che lo ha generato, del contenuto delle sostanze pericolose e non, di sostanze diverse che possono essersi prodotte per reazione e naturalmente è basata sull’analisi fisico/chimica che lo circostanzia.

COSA OFFRE THEOLAB

Theolab è in grado di effettuare molteplici attività per la classificazione in sicurezza di un rifiuto:

  • Dare un valido supporto nell’identificazione dei parametri utili alla verifica di conformità (omologa) da parte dell’impianto preposto per lo smaltimento/recupero;
  • Predisporre un piano di campionamento ai sensi della norma UNI 14899;
  • Eseguire il prelievo secondo le norme UNI 10802 e in base ai piani di campionamento definiti;
  • Eseguire le analisi sul rifiuto tal quale e sul test di cessione secondo le norme cogenti con particolare riferimento al DM 27/09/10;
  • Formulare il giudizio professionale di classificazione sulla base del codice europeo di classificazione (CER) fornito dal produttore con identificazione delle frasi di rischio associate e particolare riferimento a tutte le classi di pericolo, H14 compresa;
  • Formulare il giudizio per il destino del rifiuto (ai sensi del DM 27/09/10) o per il suo recupero.

NORME COGENTI

D.Lgs 152/06 – parte IV;
DM n° 186 del 05/04/2006 modifiche al DM 05/02/98 – individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti a procedure semplificate di recupero;
DM 27/09/2010 – criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica;
D.Lgs 03/12/10 n. 205 – attuazione direttiva 2008/98/CE aggiornamento D.Lgs 152/06.
Legge 24/03/12 n. 28 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio2012, n. 2, recante misure straordinarie e urgenti in materia ambientale

A COSA SERVE

È obbligatoria per ciascuna tipologia di rifiuto ed è a carico del produttore/detentore a cui spetta la responsabilità di garantire che le informazioni fornite per la stessa caratterizzazione siano corrette e complete.
La classificazione dei rifiuti è obbligatoria almeno una volta all’anno per tipologia di codice identificato. Il mancato rispetto delle norme cogenti in materia di classificazione, anche in riferimento ai tempi di stoccaggio temporaneo dei rifiuti in sito, porta a serie conseguenze di carattere giuridico con responsabilità penali dei produttori/detentori.

QUALI PROBLEMI ELIMINA/RISOLVE/RIDUCE AL CLIENTE

Una corretta classificazione del rifiuto con adeguati profili analitici e nel rispetto di tutte le richieste normative (es. UNI 15002) permette di individuare in modo preciso la classe di pericolosità ed il destino, ottenendo di conseguenza una piena rappresentatività della caratterizzazione e molto spesso un’importante riduzione dei costi di smaltimento.

NOTA TECNICA CLASSIFICAZIONE RIFIUTI

La classificazione di un rifiuto ai sensi della normativa vigente richiede l’esplicitazione di una serie di caratteristiche della sostanza presa in esame, necessarie ad identificarne il profilo, basato sulle informazioni del produttore e sui risultati delle analisi di laboratorio. Nel dettaglio:

  • la provenienza (fonte tecnologica) - a cura del produttore;
  • l’origine (urbana o speciale) - a cura del produttore;
  • la natura fisica e chimica da analisi di laboratorio – a cura del laboratorio;
  • le caratteristiche di pericolosità, compresi i codici di pericolosità (codici H) – a cura del laboratorio sulla base delle indagini analitiche effettuate;
  • la possibilità di destino (recupero, conferimento in discarica, termodistruzione etc) – a cura del laboratorio sulla base delle indagini analitiche effettuate.

Il protocollo analitico previsto sul campione di rifiuto tal quale è costruito sulla base di un elenco positivo di parametri sufficienti a definire una caratterizzazione di partenza in riferimento alle sostanze inorganiche, ai composti corrosivi, alle sostanze organiche classificate cancerogene ed ai microinquinanti organici.
Eventuali componenti pericolosi caratterizzanti il processo produttivo che ha generato il rifiuto dovranno essere aggiunti su richiesta specifica del produttore alle determinazioni genericamente proposte come protocollo base.

I composti specifici richiesti dalla normativa per i rifiuti da conferire in discarica di cui al DM 27/09/2010 sono proposti con protocolli aggiuntivi da valutare sulla base delle indicazioni specifiche del produttore, come meglio descritto di seguito.

Considerato che l’art. 6 comma 6 e l’art. 8 comma 1 del DM 27/09/2010 citano una serie di limiti in concentrazione da rispettare per alcuni parametri per il conferimento dei rifiuti in discarica (discariche per non pericolosi e pericolosi), si ritiene vincolante l’esecuzione dei parametri citati nel decreto per una completa formulazione del giudizio professionale. I parametri contemplano i PCB come singoli congeneri (all.3 p.to 2 DM 27/09/2010), diossine e furani (tabella 4 DM 27/09/20109) e altri inquinanti organici persistenti (POPs semivolatili come da regolamento (CE) n.850/2004 e smi).

L’art. 8 comma 2 DM 27/09/2010 dichiara che le analisi di controllo per PCB, PCDD/PCDF e POPs possono essere disposte dall'autorità competente qualora la provenienza del rifiuto determini il fondato sospetto di un eventuale superamento dei limiti. In via complementare tale comma indica che, per lo meno per i materiali da avviare a discarica per rifiuti pericolosi, le analisi dei parametri aggiuntivi possano essere evitate a fronte di una dichiarazione del produttore che specifichi la mancanza di tali sostanze nel ciclo produttivo del rifiuto.

Per ogni rifiuto avviato ad analisi si ritiene necessaria inoltre la formalizzazione di un piano di campionamento (che potrà presentarsi anche in formato standard come scheda di dettaglio) redatto dalla parte che esegue il prelievo e condiviso con il laboratorio se non direttamente coinvolto nell’attività di campo, come espressamente richiesto dalla norma tecnica citata nel decreto, UNI 14899. La preparativa di laboratorio viene svolta secondo le linee guida della norma UNI 15002.

I parametri da determinare sull’eluato sono quelli indicati nel DM 27/09/2010, riproposti per tutte le tabelle di accettabilità. Qualora sia di interesse del produttore valutare anche i parametri non più considerati dalla nuova normativa o i parametri asteriscati di cui alle tabelle del decreto abrogato DM 03/08/05, deve essere fatta comunicazione al laboratorio prima dell’accettazione dei campioni, in modo da permettere una corretta procedura di preparativa.

Analisi di aria ed emissioni in atmosfera

I processi industriali e gli impianti di combustione immettono nell'atmosfera una variegata quantità di composti attraverso le emissioni convogliate. Il controllo di tali emissioni è l’analisi dei fumi emessi dai camini ed è richiesto dalle prescrizioni autorizzative per il controllo dei processi e per la verifica del rispetto dei limiti imposti dal quadro autorizzativo e giuridico.

COSA OFFRE THEOLAB

Theolab offre servizi di campionamento ed analisi alle emissioni in atmosfera secondo metodi ufficiali accreditati ACCREDIA e offre assistenza tecnica anche verso gli Enti di controllo nell’ambito di iter e controlli autorizzativi. Nel dettaglio:

  • Attività di campionamento ed analisi di macroinquinanti con mezzi attrezzati in sito (NOX-SO2-CO-O2-COV-polveri totali);
  • Attività di campionamento ed analisi di microinquinanti (metalli-acidi inorganici-ammoniaca-IPA-PCB-diossine e furani);
  • Attività di verifica strumentazione in continuo SME mediante calcolo di IAR, verifica dell’opacimetro, verifica di linearità strumenti, verifica QAL2 e AST secondo UNI EN 14181.

NORME COGENTI

D.Lgs 152/06 – parte V ed allegati
D.Lgs 46/2014
UNI EN 14181

A COSA SERVE

La normativa attuale richiede agli insediamenti produttivi di monitorare le proprie emissioni in atmosfera in modo da comunicare agli Enti preposti il rispetto dei limiti autorizzativi e verificare le prestazioni degli impianti di abbattimento installati.

QUALI PROBLEMI ELIMINA/RISOLVE/RIDUCE AL CLIENTE

Una costante ed efficace verifica delle proprie emissioni in atmosfera evita gravi criticità con gli Enti di controllo a fronte di eventuali ispezioni, inoltre permette un controllo dei propri impianti finalizzato a risparmio energetico, di prodotto e di qualità.

ELENCO OPZIONI DISPONIBILI AL CLIENTE

Le misure alle emissioni sono gestite direttamente dalle squadre di campionamento; per le emissioni da centrali elettriche o inceneritori possono venire utilizzati mezzi mobili attrezzati con analizzatori in continuo per la verifica dei sistemi SME.

Analisi degli ambienti di lavoro

L'igiene del Lavoro è la disciplina che studia le varie componenti dei luoghi di lavoro al fine di individuare l'eventuale presenza e la conseguente esposizione a fattori di rischio di natura chimica, fisica e biologica, individuando le possibili azioni correttive per l'eliminazione o minimizzazione dei rischi e valutando l'efficacia delle misure correttive adottate sulla base dell'entità dei rischi residui.

COSA OFFRE THEOLAB

Theolab offre servizi di assistenza per la valutazione dei rischio di esposizione agli agenti chimici, fisici e biologici, verifica delle schede di sicurezza prodotti e redazione dei piani di campionamento in accordo ai medici competenti e alle funzioni RLS.
Di seguito dettaglio delle attività:

  • prelievo indoor ed analisi di inquinanti aerodispersi con metodi attivi (prelievi personali e su postazione fissa), metodi passivi (campionatori diffusivi) e canister;
  • prelievo outdoor ed analisi macroinquinanti (polveri, gas permanenti) e microinquinanti (COV , IPA, PCB PCDD/PCDF al alto volume) per valutazione qualità dell’aria;
  • swab test, wipe test per analisi di ricadute su superfici;
  • campionamento ed analisi dei principali agenti microbiologici aerodispersi o di superficie;
  • misura delle componenti fisiche di esposizione: rumore interno (calcolo dell’esposizione di lavoratori) e vibrazioni (mano braccio-corpo intero).

NORME COGENTI

D.lgs 9 aprile 2008 , n. 81 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
D.lgs 152/06 – norme in materia ambientale.
UNI EN 689 – guida alla valutazione dell’esposizione per inalazione di composti chimici ai fini del confronto con i valori limite e strategie di misurazione.
UNI EN 482 – requisiti generali per le prestazioni dei procedimenti di misurazione degli agenti chimici.

A COSA SERVE

I controlli sono obbligatori per la normativa cogente per la valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori, per l’esposizione al rumore ed alle vibrazioni.

QUALI PROBLEMI ELIMINA/RISOLVE/RIDUCE AL CLIENTE

Un puntuale rispetto degli adempimenti normativi evita gravi criticità con gli enti preposti al controllo a fronte di eventuali ispezioni (ASL, ARPA), supporta i lavoratori per idonee condizioni degli ambienti lavorativi, inoltre tutela il datore di lavoro in caso di controversie legali.

Campionamento con flux chamber

Obiettivo dello studio è la caratterizzazione qualitativa e quantitativa di composti volatili in emissione da aree contaminate mediante l’utilizzo di cappe di flusso (flux chamber) accoppiate a diverse tecniche analitiche.

Una cappa di flusso è un sistema chiuso utilizzato per isolare e campionare le emissioni gassose provenienti da una superficie di terreno definita. All’interno della cappa, mediante due linee di collegamento posizionate sulla cupola, viene fatta passare aria secca e pulita (normalmente stoccata in bombola) a portata controllata. L’aria in uscita al sistema viene monitorata in modo continuo o mediante prelievi discreti per determinare la concentrazione degli inquinanti ricercati.

Le misure effettuate forniscono pertanto una stima dei parametri indagati per l’unità di superficie e nell’unità di tempo. Una flux chamber è in grado di isolare effettivamente una porzione di area dalle condizioni ambientali esterne, in particolar modo dall’influenza del vento. Essendo monitorati i principali parametri microclimatici all’interno della camera i dati di concentrazione degli inquinanti risultano non vincolati alle condizioni meteorologiche presenti sul sito.

METODOLOGIE DI CAMPIONAMENTO ED ANALISI
La tecnica di utilizzo delle flux chambers permette un campionamento rapido del gas in uscita alla cappa, una volta stabilizzate le condizioni di flusso dell’aria in ingresso e della temperatura interna.
A valle della valvola di uscita l’analisi dei composti organici può avvenire secondo modalità differenti:

  • Campionamento in modo discreto mediante apposite cartucce adsorbenti in carbone attivo o resine selettive e successiva analisi di laboratorio mediante gascromatografia.La durata del prelievo è funzione della sensibilità analitica da raggiungere e dalle condizioni al contorno osservate su campo (concentrazioni attese, condizioni del sito, condizioni meteo);
  • Campionamento dei VOC organici in modo discreto mediante canister e successiva analisi di laboratorio mediante gascromatografia GC/MS. L’elevata sensibilità analitica di tale tecnica rende il modello applicabile alle analisi di rischio sito specifiche;
  • Analisi in continuo direttamente su campo mediante analizzatori portatili in modo da riconoscere una serie di composti in tempo reale e raggiungere per alcune sostanze limiti di rilevabilità molto bassi.

RESTITUZIONE DEI DATI

I risultati ottenuti dalle analisi su campo o in laboratorio possono essere riferiti all’unità di superficie definita dall’area della flux chamber e all’unità di tempo, in relazione alla portata di aria insufflata all’interno della cappa mg/(m2 x h).

È possibile eseguire un’elaborazione grafica e statistica dei diversi prelievi eseguiti, in modo da creare una mappatura della concentrazione di ciascun inquinante sull’intera area del sito di indagine.

Canister

I composti organici volatili aerodispersi possono essere campionati mediante apparati passivi denominati Canister. I Canister sono contenitori di acciaio inox trattato, con volume variabile normalmente da 3 a 6 litri che vengono utilizzati per prelevare direttamente un volume noto di aria nei punti individuati per il campionamento.

Il prelievo può essere istantaneo, con riempimento immediato del contenitore o mediato su un tempo predeterminato mediante installazione di apposite valvole ed ugelli tarati.
Per permettere il prelievo i contenitori vengono depressuruzzati in laboratorio ad una pressione di circa -30 ‘’Hg e chiusi con una valvola che ne preserva il grado di vuoto. Una volta posizionati su campo, all’apertura della valvola, la differenza di pressione tra l’interno del contenitore e la pressione atmosferica permette ad un volume noto di aria di entrare nel contenitore.

 Theolab Canister  

 

L'elemento campionatore è pertanto una valvola posta in testa al sistema (3), che può contenere un orifizio calibrato per far entrare l'aria di prelievo per un intervallo di tempo programmato (6-8-24 h). Senza orifizio, l’ingresso dell’aria è istantaneo. In un campionamento mediato nel tempo, per evitare che il vuoto iniziale più spinto crei uno squilibrio di portata in ingresso alla valvola, più elevata all'inizio e più bassa alla fine del campionamento, il sistema di prelievo è dotato di una membrana (1) idonea a mantenere lo stesso flusso di aria in ingresso durante tutto il periodo di tempo impostato

Durante il campionamento è necessario semplicemente controllare il vuoto residuo mediante un manometro installato sulla valvola, in modo da terminare il campionamento prima che si stabilisca equilibrio con la pressione atmosferica (con conseguente corruzione del campione).
I contenitori riempiti di aria campione possono essere trasportati in laboratorio senza particolari controlli di temperatura, mediante appositi imballaggi che ne preservano l’integrità.

In laboratorio, un’aliquota di aria prelevata su campo viene direttamente inviata all’analisi in gascromatografia di massa secondo il metodo EPA TO15/99, senza ulteriori trasferimenti di fase.

Un’autocampionatore è in grado di prelevare il campione di aria da ciascun canister e di trasferirlo all’interno di una trappola di preconcentrazione dove vengono fermati i composti organici presenti. Una successiva fase di desorbimento termico trasferisce gli analiti al sistema gascromatografico e quindi al rilevatore di massa.
L’utilizzo dei canister come sistema di prelievo dei composti organici al posto delle tradizionali fiale di captazione in carbone attivo permette di campionare direttamente la matrice oggetto di analisi (aria) evitando passaggi di fase e successive manipolazioni del campione necessarie per i substrati solidi che invece sono soggetti ad efficienze di adsorbimento e di desorbimento chimico o termico.

I canister si rivelano pertanto efficienti strumenti per il campionamento passivo per prolungati periodi di tempo, applicabili in particolare a prelievi di area o di soil gas, particolarmente laddove si vogliano raggiungere elevati limiti di sensibilità.

 

Campionamento di Gas Interstiziali

Il campionamento dei gas interstiziali (atmosfera del suolo) viene usualmente effettuato nei pressi di aree contaminate per valutare la migrazione dei gas nel mezzo non saturo.
Tale metodo costituisce una interessante tecnica di screening per valutare la presenza e l’estensione di una eventuale contaminazione da composti volatili nel sottosuolo. L’Allegato 2 al D.M. 471/99, ancorchè non più in vigore, specificava che questo tipo di analisi può essere di ausilio nella definizione preliminare di aree ad elevata concentrazione di sostanze volatili, da sottoporre successivamente ad indagini dirette e, pertanto, non definisce le concentrazioni limite accettabili relative a questa matrice ambientale.
La capacità di questa tecnica di rilevare la presenza di contaminanti è correlata dalle caratteristiche fisiche e chimiche dei composti stessi. Naturalmente giocano un ruolo importante la tensione di vapore e la costante di Henry, indicatrici della facilità con cui il composto si ripartisce in fase gassosa.

CAMPIONAMENTO ATTIVO

Il campionamento attivo viene condotto mediante l’introduzione di punte o di sistemi di monitoraggio permanenti (analoghi ai piezometri) all’interno del mezzo non saturo e la successiva estrazione dei gas interstiziali con l’ausilio di pompe a vuoto, elettriche o manuali.
Le punte per il prelievo dei gas possono essere infisse nel terreno manualmente o per mezzo di sistemi a percussione direct-push (es. Geoprobe, Miniprobe). Nel caso in cui si proceda per via manuale, generalmente le punte non superano la lunghezza di un paio di metri. I sistemi direct push permettono, invece, di spingere le punte campionatrici fino a profondità più elevate.

Dopo aver infisso la punta alla profondità desiderata e prima della fase di campionamento vera e propria, è consigliabile effettuare uno spurgo delle unità di campionamento e delle tubazioni.
I volumi e le portate con le quali effettuare l’operazione di spurgo sono funzione della permeabilità del suolo e del volume delle tubazioni.
Nella fase di spurgo è consigliabile valutare la possibile presenza di perdite nelle giunture della strumentazione e l’eventuale presenza di cortocircuitazione con la superficie.
Tale fenomeno si verifica nel caso in cui siano presenti vie di migrazione preferenziali e indesiderate che mettono in comunicazione la punta di campionamento con l’aria atmosferica, provocando la diminuzione della concentrazione dei contaminanti e l’aumento delle concentrazioni dei gas atmosferici (es. ossigeno).
Il campionamento dei gas può essere effettuato mediante pompe a vuoto, pompe manuali o siringhe, semplicemente collegandole alla tubazione che raggiunge la punta infissa nel terreno. Le analisi dei gas possono essere effettuate direttamente in campo mediante l’ausilio di metodiche più o meno sofisticate che vanno dall’utilizzo di kit colorimetrici, di rivelatori portatili a ionizzazione di fiamma (FID), a fotoionizzazione (PID), ad infrarossi (IR).
Nel caso in cui le analisi vengano effettuate in laboratorio, è necessario, invece, prelevare un campione o in fase gassosa mediante contenitori generalmente in acciaio (canister per i VOC), vetro o Tedlar, oppure in fase solida dopo aver fatto adsorbire il contaminante su un supporto apposito, quale ad esempio il carbone attivo (VOC).
Nel primo caso il prelievo è normalmente istantaneo, con riempimento immediato del contenitore o può essere mediato su un tempo predeterminato mediante installazione di apposite valvole ed ugelli tarati.
Nel caso di utilizzo di fiale le portate di campionamento sono regolate in funzione della tipologia e della quantità di substrato in carbone utilizzata e sulla tipologia di analita da captare (es: 0,2 L/min per alcuni clorurati).

Analisi di fuel gas

Le analisi ai fuel gas caratterizzano la composizione centesimale e le caratteristiche chimico-fisiche (densità potere calorifico, tenore in carbonio) dei gas combustibili all’interno dei siti produttivi. Sono regolamentate dal protocollo di Kyoto secondo il Regolamento (UE) n. 601/2012 della Commissione concernente il monitoraggio e la comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra ai sensi della direttiva 2003/87/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio.

COSA OFFRE THEOLAB

Theolab offre servizi di campionamento ed analisi dei fuel-gas secondo le norme richieste dalla Comunità Europea (UNI EN 15984:2011) gestite in accreditamento UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 (accreditamento espressamente richiesto dalla norma).

  • Attività di campionamento ed analisi di gas combustibili in siti produttivi;
  • Attività di campionamento ed analisi di gas combustibili in centrali termiche;
  • Verifiche di convalida sistemi di misura on-line e off-line di flussi combustibili.

NORME COGENTI

Decisione Commissione Europea 2007/589/CE
Regolamento (UE) n. 601/2012
Direttiva 2003/87/CE

A COSA SERVE

L’analisi consente il calcolo del tenore in carbonio e del fattore di emissione di ciascun gas combustibile monitorato che unitamente ai dati di attività registrati dal conduttore degli impianti consentono la stima delle tonnellate di anidride carbonica emesse in atmosfera, così come richiesto dal protocollo di Kyoto.

QUALI PROBLEMI ELIMINA/RISOLVE/RIDUCE AL CLIENTE

Il controllo dei fuel-gas gestito in accreditamento UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 permette la corretta stima delle emissioni di CO2 secondo il protocollo di Kyoto e consente una sicura certificazione del bilancio da parte degli auditor incaricati.

ELENCO OPZIONI DISPONIBILI AL CLIENTE

Sono possibili analisi spot di campioni di gas combustibile, così come analisi periodiche con cadenza strutturata, con o senza campionamento a cura del laboratorio. Inoltre possono essere forniti i kit di campionamento (bombola certificata TPED con valvole ed attacchi rapidi) per omogeneità di substrato di captazione. Theolab è in grado di eseguire analisi di screening su campo mediante GC/TCD portatili propedeutiche a verifiche di convalida analizzatori on-line o gascromatografi di sito effettuate poi con analisi in laboratorio.

Laboratorio Mobile - Analisi ambientali

È possibile eseguire analisi di terreni su campo mediante laboratori mobili principalmente in riferimento ad attività di bonifica su siti punti vendita (decommissioning stazioni di servizio carburanti) ai fini di una prima classificazione del materiale di risulta (terreno) e per il controllo dello stato del suolo a fondo scavo e sulle pareti di scavo (indicazione del completamento della bonifica).
Possono essere eseguite eventuali analisi di acque di scavo prodotte durante le operazioni di bonifica per caratterizzazione della componente organica rivolta allo smaltimento.

SPECIFICITÀ LABORATORIO MOBILE

I mezzi mobili utilizzati per le analisi su campo delle matrici interessate alla caratterizzazione ambientale del progetto sono costituiti da veicoli furgonati allestiti al loro interno in modo da ospitare strumentazione analitica di laboratorio e apparecchiature necessarie alla gestione dei campioni.
I mezzi mobili possono operare in autonomia anche in aree non raggiunte dalla rete elettrica in quanto predisponibili di generatori di corrente.
Le analisi sui mezzi mobili sono effettuate in accordo alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 da personale tecnico specializzato e formato in modo idoneo. Sono attestate abilitazione e qualifica del personale, come richiesto dalla norma, mediante analisi di campioni di controllo (LCS) che contribuiscono alla dimostrazione iniziale di capacità attuata per singolo metodo specifico. Il mantenimento della qualifica è dimostrato con analisi di campioni di riferimento che controllano periodicamente le prestazioni degli operatori sui metodi.
Le analisi effettuate mediante mezzo mobile sono orientate all’esigenza di rapidità di ottenimento dei risultati razionalizzando in particolare tutte le operazioni di preparativa del campione.
Per i limiti di utilizzo su stazione mobile di alcuni specifici strumenti di preparativa ed analisi, la caratterizzazione completa del campione deve essere effettuata con analisi presso i laboratori centrali, eventualmente con tecniche strumentali più sensibili. Tale approccio è consigliato per una verifica sui campioni di collaudo (fondi scavo, pareti scavo) ed è necessario per una caratterizzazione completa ai fini della classificazione e per il destino dei materiali identificati come rifiuto (test completo di eluato).

Il Laboratorio Mobile in dotazione standard è dotato delle seguenti strumentazioni:

  • Gas cromatografi con auto campionatore
  • Sistema di iniezione Spazio di Testa interfacciato a GC per l’analisi dei composti organici volatili
  • Analizzatore PID per indagini di screening
  • Bilancia analitica per preparativa aliquote da avviare ad analisi
  • Gas tecnici e di analisi in bombola
  • Stufa a 105°C per essiccazione campioni
  • Dispositivo di estrazione dai solidi di microinquinanti organici ad ultrasuoni
  • Vetreria da laboratorio dedicata e setacci
  • Reagenti chimici e kit di analisi di screening
  • PC per gestione del processo e gestione strumenti con stampante/scanner per l’emissione dei certificati
  • Generatori di corrente con gruppi di continuità

Dietro specifiche esigenze è possibile l’installazione di ulteriori tipologie di strumenti in grado di soddisfare richieste specifiche di analisi.
Le attività di campionamento dei terreni di scavo possono essere effettuate sia dal personale Theolab presente in sito sia a cura della Committenza.

Sono riportati di seguito i metodi di analisi eseguibili su mezzo mobile con la dotazione standard.

Analisi dei terreni

 Parametro  Metodo di prova
 Residuo secco a 105°C  DM 13/09/1999 SO n° 185 GU n° 248 21/10/1999 Met II.2
 Umidità  DM 13/09/1999 SO n° 185 GU n° 248 21/10/1999 Met II.2
 Idrocarburi leggeri < C12  ISO 22155:2005

 Idrocarburi pesanti (C12-C36)

 ISO 16703:2004
 BTEXS – MTBE – PTE – 1,3 butadiene  ISO 22155:2005
 Piombo metallico

Metodo interno con KIT

 Screening IPA

Metodo interno GC

L’utilizzo del laboratorio mobile è finalizzato alla caratterizzazione speditiva di campioni di terreno in area di cantiere e bonifica, mirata all’ottenimento dei risultati dei parametri elencati in precedenza entro circa 2h dal prelievo.
Si ribadisce che tutte le determinazioni analitiche che richiedano fasi di preparativa e/o purificazione non compatibili con i tempi di restituzione dei risultati stabiliti devono necessariamente essere eseguite presso i laboratori centrali.
Si sottolinea altresì che l’esecuzione di metodi di circuito EPA, che necessitano l’analisi di campioni di controllo, obbligatori e imprescindibili per ogni gruppo di massimo 20 campioni analizzati (batch analitici) e la gestione informatica per la qualifica dei risultati, non è di fatto conciliabile con i tempi ristretti di gestione dei laboratori mobili.

 

Analisi di soluzioni acquose di scarto

 Parametro  Metodo di Prova
 Idrocarburi leggeri < C12  ISO 11423-1:1997
 Idrocarburi pesanti (C12-C40)  UNI EN ISO 9377-2:2002
 BTEXS – MTBE – PTE – 1,3 butadiene  ISO 11423-1:1997
 Screening IPA SXGC005:2011

 

La verifica dei risultati e l’emissione dei rapporti di prova sono effettuate in condivisione con i laboratori centrali che sono in collegamento informatico con la strumentazione del mezzo mobile e con il tecnico di campo. Il rapporto di prova viene validato direttamente dalla sede centrale e risulta quindi disponibile in tempo reale al tecnico operante sul laboratorio mobile che è in grado di stamparlo e consegnarlo al Cliente.

 

Glossario

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